II "virus dei bianchi". Forme e momenti della negazione del "Covid" nell'Africa subsahariana
Abstract
It
Se l'Italia e l'Europa hanno conosciuto durante la pandemia del coronavirus forme inattese di negazionismo, rifiuto dell'evidenza, posizioni di contrasto aperto alla scienza e ai suoi metodi, senza che tali posture raggiungessero le istituzioni civili e religiose, nel grande mondo le cose sono andate molto diversamente. Dal Burundi "immune per volontà divina" al Brasile di Bolsonaro che ha affidato i cittadini alle cure spirituali delle Chiese neopentecostali, al Presidente della Repubblica Democratica del Congo, che immediatamente dopo avere rivolto un appello alla popolazione per vincere la resistenza al vaccino viene sorpreso e registrato "fuori onda" nell'affermare che mai si sarebbe lasciato avvicinare da un ago, le teorie più fantasiose e diverse si sono propagate per bocca dei responsabili politici e religiosi. Nell'Africa subsahariana, in particolare, si sono registrate molteplici forme di rifiuto verso una malattia avvertita come "occidentale", e verso il misterioso e costoso vaccino ideato dai "bianchi" per decimare, o comunque indebolire, le popolazioni altre. Al di là della propaganda e della diffusione social delle più incredibili teorie, vi è poi da considerare la quotidianità di paesi che hanno visto applicarsi misure simili a quelle nostrane – il lockdown nei suoi vari gradi di intensità – a società nelle quali la stragrande maggioranza della popolazione non aveva possibilità di lavorare o studiare a distanza, fare scorta di cibo e di acqua, e financo di acquistare dispositivi di protezione. Il contributo prende in esame i casi più esemplari ed eclatanti di questo fenomeno, utilizzando, data la scarsezza di studi dedicati, specie di taglio storico, fonti locali e degli organi di informazione, dati statistici e analisi dei vari enti sanitari nazionali e sovranazionali, testimonianze orali raccolte nel corso di missioni svolte a pandemia ancora in essere.
En
Italy and Europe have experienced unexpected forms of denial and open resistance to the scientific approach to the coronavirus pandemic, while these attitudes have not reached civil and religious institutions. In the rest of the world, things have been very different. From Burundi, which is "immune by divine will", to Bolsonaro's Brazil, which has entrusted its citizens to the spiritual care of neo-Pentecostal churches, to the President of the Democratic Republic of Congo, who was caught "off camera" declaring that he would never let a needle near him immediately after his appeal to the population to overcome resistance to the vaccine. From the mouths of political and religious leaders, the most imaginative and diverse theories were spread. Sub-Saharan Africa particularly experienced rejection of a disease perceived as "Western" and of the mysterious and expensive vaccine developed by "whites" to decimate or at least weaken other populations. Apart from the propaganda and the spread of the most incredible theories, we must also look at the daily life of countries where measures similar to ours- lockdowns of varying intensity - were applied to societies where the vast majority of the population was unable to work or study remotely, obtain food and water or even buy protective equipment. This article analyses the most exemplary and striking cases of this phenomenon. It draws on local and media sources, statistical data and analyses from various national and supranational health authorities, as well as oral testimonies collected during operations during the pandemic, given the lack of relevant studies, especially historical ones.
Se l'Italia e l'Europa hanno conosciuto durante la pandemia del coronavirus forme inattese di negazionismo, rifiuto dell'evidenza, posizioni di contrasto aperto alla scienza e ai suoi metodi, senza che tali posture raggiungessero le istituzioni civili e religiose, nel grande mondo le cose sono andate molto diversamente. Dal Burundi "immune per volontà divina" al Brasile di Bolsonaro che ha affidato i cittadini alle cure spirituali delle Chiese neopentecostali, al Presidente della Repubblica Democratica del Congo, che immediatamente dopo avere rivolto un appello alla popolazione per vincere la resistenza al vaccino viene sorpreso e registrato "fuori onda" nell'affermare che mai si sarebbe lasciato avvicinare da un ago, le teorie più fantasiose e diverse si sono propagate per bocca dei responsabili politici e religiosi. Nell'Africa subsahariana, in particolare, si sono registrate molteplici forme di rifiuto verso una malattia avvertita come "occidentale", e verso il misterioso e costoso vaccino ideato dai "bianchi" per decimare, o comunque indebolire, le popolazioni altre. Al di là della propaganda e della diffusione social delle più incredibili teorie, vi è poi da considerare la quotidianità di paesi che hanno visto applicarsi misure simili a quelle nostrane – il lockdown nei suoi vari gradi di intensità – a società nelle quali la stragrande maggioranza della popolazione non aveva possibilità di lavorare o studiare a distanza, fare scorta di cibo e di acqua, e financo di acquistare dispositivi di protezione. Il contributo prende in esame i casi più esemplari ed eclatanti di questo fenomeno, utilizzando, data la scarsezza di studi dedicati, specie di taglio storico, fonti locali e degli organi di informazione, dati statistici e analisi dei vari enti sanitari nazionali e sovranazionali, testimonianze orali raccolte nel corso di missioni svolte a pandemia ancora in essere.
En
Italy and Europe have experienced unexpected forms of denial and open resistance to the scientific approach to the coronavirus pandemic, while these attitudes have not reached civil and religious institutions. In the rest of the world, things have been very different. From Burundi, which is "immune by divine will", to Bolsonaro's Brazil, which has entrusted its citizens to the spiritual care of neo-Pentecostal churches, to the President of the Democratic Republic of Congo, who was caught "off camera" declaring that he would never let a needle near him immediately after his appeal to the population to overcome resistance to the vaccine. From the mouths of political and religious leaders, the most imaginative and diverse theories were spread. Sub-Saharan Africa particularly experienced rejection of a disease perceived as "Western" and of the mysterious and expensive vaccine developed by "whites" to decimate or at least weaken other populations. Apart from the propaganda and the spread of the most incredible theories, we must also look at the daily life of countries where measures similar to ours- lockdowns of varying intensity - were applied to societies where the vast majority of the population was unable to work or study remotely, obtain food and water or even buy protective equipment. This article analyses the most exemplary and striking cases of this phenomenon. It draws on local and media sources, statistical data and analyses from various national and supranational health authorities, as well as oral testimonies collected during operations during the pandemic, given the lack of relevant studies, especially historical ones.
Keywords:
Storia delle epidemie; Covid-19; Africa subsahariana; Negazionismo; Vaccinazione; immaginario coloniale; History of epidemics; Covid-19; Sub-Saharan Africa; denialism; vaccination; colonial imaginaries
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