Gestione dell'emergenza, disinformazione e strategie politiche in Russia ai tempi del Covid-19. Le prime reazioni del Governo
Abstract
It
Il contributo analizza le prime fasi della gestione della pandemia di Covid-19 nella Federazione Russa, concentrandosi sul rapporto tra forma di governo, controllo dell'informazione e strategie politiche messe in atto dal Cremlino. Attraverso l'esame delle reazioni iniziali del presidente Vladimir Putin e delle autorità federali, il saggio indaga come la crisi sanitaria sia stata affrontata da uno Stato che si definisce democratico ma che, di fatto, adotta una gestione verticistica e illiberale del potere. Particolare attenzione è dedicata al ruolo della dezinformacija come strumento di politica interna ed estera, sia nel controllo del consenso interno sia nella costruzione di una narrazione internazionale volta a rafforzare l'immagine della Russia e a screditare l'Occidente. Il saggio ricostruisce inoltre le strategie di soft power legate alla cosiddetta "diplomazia della salute" e alla successiva "diplomazia dei vaccini", con un focus specifico sul caso italiano e sull'operazione Dalla Russia con amore. L'analisi mette in luce come la gestione ambigua dell'emergenza, i ritardi nell'adozione delle misure restrittive, la manipolazione dei dati sanitari e l'uso politico del vaccino Sputnik V siano stati funzionali alla preservazione dello status quo e alla ricerca del consenso, anche a costo di un elevato impatto in termini di mortalità. Il caso russo emerge così come un osservatorio privilegiato per comprendere le dinamiche tra autoritarismo, informazione controllata e governo delle crisi nel mondo contemporaneo.
En
This article examines the initial management of the Covid-19 pandemic in the Russian Federation, focusing on the relationship between political regime, information control, and the strategies adopted by the Kremlin. By analysing the early responses of President Vladimir Putin and the federal authorities, the study explores how a state that formally defines itself as democratic but operates through a highly centralized and illiberal system confronted the health crisis. Particular attention is paid to the role of dezinformacija as a tool of both domestic and foreign policy, employed to shape internal consensus and to construct an international narrative aimed at enhancing Russia's image while discrediting Western democracies. The article also investigates the use of soft power through so-called "health diplomacy" and later "vaccine diplomacy", with a specific focus on the Italian case and the operation From Russia with Love. The analysis highlights how delayed containment measures, ambiguous communication, manipulation of health data, and the political instrumentalization of the Sputnik V vaccine served the preservation of political stability and popular support, even at the cost of high mortality rates. The Russian case thus offers a key perspective for understanding the interaction between authoritarian governance, controlled information, and crisis management in the contemporary world.
Il contributo analizza le prime fasi della gestione della pandemia di Covid-19 nella Federazione Russa, concentrandosi sul rapporto tra forma di governo, controllo dell'informazione e strategie politiche messe in atto dal Cremlino. Attraverso l'esame delle reazioni iniziali del presidente Vladimir Putin e delle autorità federali, il saggio indaga come la crisi sanitaria sia stata affrontata da uno Stato che si definisce democratico ma che, di fatto, adotta una gestione verticistica e illiberale del potere. Particolare attenzione è dedicata al ruolo della dezinformacija come strumento di politica interna ed estera, sia nel controllo del consenso interno sia nella costruzione di una narrazione internazionale volta a rafforzare l'immagine della Russia e a screditare l'Occidente. Il saggio ricostruisce inoltre le strategie di soft power legate alla cosiddetta "diplomazia della salute" e alla successiva "diplomazia dei vaccini", con un focus specifico sul caso italiano e sull'operazione Dalla Russia con amore. L'analisi mette in luce come la gestione ambigua dell'emergenza, i ritardi nell'adozione delle misure restrittive, la manipolazione dei dati sanitari e l'uso politico del vaccino Sputnik V siano stati funzionali alla preservazione dello status quo e alla ricerca del consenso, anche a costo di un elevato impatto in termini di mortalità. Il caso russo emerge così come un osservatorio privilegiato per comprendere le dinamiche tra autoritarismo, informazione controllata e governo delle crisi nel mondo contemporaneo.
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This article examines the initial management of the Covid-19 pandemic in the Russian Federation, focusing on the relationship between political regime, information control, and the strategies adopted by the Kremlin. By analysing the early responses of President Vladimir Putin and the federal authorities, the study explores how a state that formally defines itself as democratic but operates through a highly centralized and illiberal system confronted the health crisis. Particular attention is paid to the role of dezinformacija as a tool of both domestic and foreign policy, employed to shape internal consensus and to construct an international narrative aimed at enhancing Russia's image while discrediting Western democracies. The article also investigates the use of soft power through so-called "health diplomacy" and later "vaccine diplomacy", with a specific focus on the Italian case and the operation From Russia with Love. The analysis highlights how delayed containment measures, ambiguous communication, manipulation of health data, and the political instrumentalization of the Sputnik V vaccine served the preservation of political stability and popular support, even at the cost of high mortality rates. The Russian case thus offers a key perspective for understanding the interaction between authoritarian governance, controlled information, and crisis management in the contemporary world.
Keywords:
Covid-19; Russia; Dezinformacija; Autoritarismo; Gestione dell'emergenza; Covid-19; Russia; Disinformation; Authoritarianism; Crisis management
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